La Pentola d'Oro degli Gnomi

Tutti noi abbiamo dei sogni nel cassetto. Per me uno di questi era scrivere un libro dedicato ai bambini ad alle loro famiglie che fosse al contempo un contributo all'educazione alimentare delle "nuove generazioni" ed un modo per sdrammatizzare il momento del pasto, spesso coincidente a piccoli drammi all'interno della famiglia, rendendolo un'occasione di stare insieme in maniera serena e giocosa riappropiandosi di quella convivialità che purtroppo, la frenesia dei notri tempi ci hanno tolto.Come e cosa mangiano i nostri bambini? Ma soprattutto, qual è la giornata alimentare tipo dei nostri figli?  Potete trovare una risposta ne: “La Pentola d'oro degli Gnomi” , un utile strumento di lettura e consultazione in cui nozioni di educazione alimentare si alternano a ricette divertenti e facili da preparare. Ogni ricetta è inserita in una storia ed integrata con notizie e curiosità sugli ingredienti adoperati per la preparazione. I diritti d'autore ed il ricavato della vendita del libro,  saranno interamente devoluti alla Pubblica assistenza di Rosignano Marittimo per l'acquisto di un'ambulanza pediatrica che farà servizio sull’intero territorio della bassa val di Cecina.

Tra i pazienti trasportati in ambulanza, i bambini sono quelli che hanno un impatto psicologico più traumatico dato dalla presenza, a bordo  di strumentazioni mai viste e di persone sconosciute. L' obiettivo è quello di rendere da un lato più efficiente e sicuro, dall' altro meno traumatico per il bambino, un evento che ha un forte impatto emotivo. Da qui l’esigenza  di un’ ambulanza pensata e progettata a misura di bambino, dotata di strumentazione specifica per l’infanzia ma anche di decorazioni interne idonee costituite da disegni degli alunni della Scuola Elementare Rodari  di Cecina ispirati al tema dell’ambulanza vista con gli occhi dei bambini,  giochi e gadget vari. 

                                                                                                               Marco Gucci

La lettura è il nutrimento della mente

Escludendo problematiche particolari di tipo genetico, disordini dello sviluppo e problemi psicosociali dei genitori, è noto che i bambini che vivono in contesti in cui c'è disponibilità di letture hanno un maggiore sviluppo del linguaggio ed imparano a leggere prima e con meno difficoltà. Nei primi due tre anni di vita la plasticità cerebrale, cioè la capacità dei neuroni di connettersi tra di loro, è molto elevata e quindi in tale periodo gli effetti di una stimolazione ambientale sullo sviluppo della struttura cerebrale e sulle sue funzioni sono al massimo. Cantate, parlate, raccontate ai vostri bambini, anche la vostra voce serve a farli crescere. Non esiste un limite d'età per iniziare la lettura, anche i bambini molto piccoli sono attratti dai libri, l'unico consiglio: i libri per i più piccoli debbono essere cartonati e con angoli smussi, debbono contenere tante figure e comunque debbono essere fatti a forma di libro, per il resto non c'è limite alla fantasia.

 

Piccola riflessione sull'essere genitori oggi

Stiamo attraversando un periodo storico pieno di incertezze sia sul nostro futuro che su quello dei nostri figli e ritengo che ogni genitore desideri traghettare i propri sulla sponda sicura del fiume della vita. Personalmente cerco di seguire una via, semplice ed al contempo difficile da capire, quella che ci ha insegnato il più famoso traghettatore conosciuto, S. Cristoforo, che di mestiere faceva attraversare il fiume ai viandanti. La semplicità sta nel fatto che è una via che è strutturata a misura della necessità del bambino, la difficoltà nel comprenderla sta nel fatto che va contro al desiderio umano di avere e potere sempre di più. Guardando ai bambini non si può rimanere indifferenti alle loro richieste di traghettarli sull’altra riva, quella sicura. Ai bambini appartiene il futuro e quindi è loro diritto tenere nelle loro mani quel mondo dove vivono e vivranno. Loro possono insegnarci quale è il guado più giusto da percorrere. Per raggiungere la riva sicura dobbiamo farci carico, come Cristoforo, dei nostri figli. Per attraversare la palude della vita con passo fermo e sicuro,  senza lasciarci trascinare dalla deriva etica, dobbiamo misurare il terreno con il loro metro, tornando in qualche modo noi stessi ad essere bambini, con la mente e con il cuore. Se aguzziamo la vista come un bravo marinaio, possiamo intravedere, tra la tanta nebbia che ci circonda, un approdo che potremo raggiungere se il nostro comportamento sarà improntato verso la responsabilità e la solidarietà nei confronti dei più piccoli e più indifesi. Credo che il vivere con gioia il proprio mestiere di genitore darà a tutti la possibilità di apprezzare appieno quel tanto che i bambini ogni giorno che trascorriamo con loro spontaneamente ci danno.

 

Lo Zen dei Bambini

“Che cos’è lo Zen?” fu chiesto a un maestro.

E lui rispose: “Si mangia quando si ha fame, si beve quando si ha sete, ci si copre quando fa freddo e ci si sventola quando fa caldo”. 

Credo che i bambini possano insegnarci molto perchè, nella loro semplicità, sono dei grandi filosofi. Talvolta ci affanniamo a ricercare Maestri o esempi che ci portino ad un miglioramento personale od a ritrovare noi stessi. Basterebbe osservare i bambini, la loro naturalezza nel fare le cose, la loro curiosità nel porre domande e la loro sincerità nel dare risposte ed avremmo capito tutto della vita. I bambini, se li sappiamo osservare ed ascoltare sono dei veri Maestri.

Giocare

"…l'uomo è pienamente tale solo quando gioca", dice Schiller, perché si ritrova e si conosce: giocando, infatti, ogni individuo riesce a liberare la propria mente da contaminazioni esterne, quale può essere il giudizio altrui, e ha la possibilità di scaricare la propria istintualità ed emotività. Il gioco dei bambini è molto più che un semplice divertimento ed è fondamentale per il  loro benessere quanto lo sono il cibo e il sonno. Il gioco rappresenta la tecnica, lo strumento del progresso, e dunque la strada obbligata verso l'evoluzione e la conquista del mondo. Il gioco non è un passatempo, ma per il bambino è un lavoro vero e proprio, è la sua attività principale, perché attraverso questo impara e quindi, imparando, cresce. Crescendo ognuno di noi continua anche ad essere il bambino che era.

 

Fratello e Sorella

Fratello, Sorella, sono due parole molto importanti che spesso usiamo senza comprendere appieno il loro significato. La fratellanza è molto più di un semplice legame di sangue, è un legame sottile, etereo, impalpabile, di cuore. Spesso si diventa fratelli attraverso la condivisione di gioie e dolori, di percorsi di vita e di lavoro, di passioni e di ideali. Potrebbe sembrare un qualcosa di simile all'amicizia ma in realtà è una cosa diversa, non qualcosa di più ma di diverso. L'esssere amico fa si che rispondiamoad un bisogno dell'altro, l'essere fretelli fa si che preveniamo il bisogno dell'altro attraverso un meccanismo quasi telepatico. Essere fratelli significa anche litigare, azzuffarsi, ma comunque confrontarsi. Dovremmo avere la spontaneità dei fratelli bambini anche da adulti per capire il senso di essere fratelli e forse, anche un po' meglio il senso della vita.

Bambini ed animali

Sembra scontato il binomio bambini/animali. Tenerezza, affetto, sensazione di "cuccioli". Così non è. Il rapporto tra bambini ed animali, pur con le prerogative positive che lo caratterizzano, è un rapporto complesso costruito giorno per giorno, caratterizzato da una crescita comune dalla quale sfocia una vera e propria amicizia. La vera amicizia accetta incondizionatamente l'amico così com'e', senza volerlo innanzitutto cambiare. E sopratutto deve essere un legame libero. Mi viene in mente a tal proposito un brano di una poesia di  un autore a me molto caro,  Kahlil Gibran: "...lasciate che ci siano spazi nella vostra unione e che i venti dei cieli danzino tra voi". Mi sembra una bella prospettiva d'amicizia.
Nel romanzo  "Il Piccolo principe", prima di arrivare sulla terra , Il protagonista aveva intrapreso un viaggio per trovare un' occupazione, per istruirsi e trovare un amico. Conoscerà' personaggi molto strani: ognuno che vive sul proprio pianeta. Un Re senza sudditi, che continua ad impartire ordini. Un "vanitoso" che vuole essere ammirato. Un ubriacone che beve per dimenticare di avere vergogna del fatto che beve e così via. Come è strano l' essere umano, impegnato ad assumere comportamenti assurdi e contraddittori. Alla fine incontra un geologo che gli dice di andare a visitare la terra. E proprio sulla terra, farà un incontro straordinario, quello con la volpe.
Il messaggio, forte e' l'importanza dell' amicizia, dell'andare lento di una relazione non forzandone tempi e ritmi, dei riti che servono a creare legami, che vanno nutriti e coltivati.

 

Riflessione di inizio anno

E’ la ripetizione delle affermazioni che ti porta a crederci. E quella credenza si trasforma poi in una convinzione profonda, e le cose cominciano ad accadere.
I campioni non si costruiscono in palestra. Si costruiscono dall'interno, partendo da qualcosa che hanno nel profondo: un desiderio, un sogno, una visione. Devono avere l'abilità e la volontà. Ma la volontà deve essere più forte dell'abilità. Queste due affermazioni del campione di pugilato Mohamed Ali, quando ancora si chiamava Cassius Clay, sintetizzano lo spirito che dovrebbe animarci all'inizio di ogni nuovo anno o di ogni nuovo ciclo. In momenti che tutti definiscono bui ed in cui la parola più usata e strausata è "crisi", credere in qualcosa ed avere un desiderio, un sogno, una visione è uno dei modi per uscire dall'impasse. Chi meglio di chi ha messo al mondo un figlio non ha dimostrato di credere nel futuro, di voler vivere un sogno, di concretizzare una speranza nel futuro. Ricordiamoci che anche quando la febbre va via all'improvviso si dice che se ne va per crisi. Quindi in questo caso la crisi è benefica. La forrza di reagire sta dentro ciscuno di noi. Non stanchiamoci di cercarla.

Buon Anno

Marco

Sono Italiano e sono contento

Tempo fa una mamma mi chiedeva, se il proprio bambino fosse stato più o meno fortunato a nascere in Italia in questo particolare momento storico. Questa domanda mi ha stimolato alcune riflessioni:                                                                                                          Sono contento di essere italiano e più viaggio e più incontro persone di varia origine e più rafforzo la mia convinzione. Non mi sento migliore di altri e dei tanti cittadini del Mondo che ho conosciuto ho imparato ad apprezzare quelle qualità innate che contraddistinguono la loro appartenenza. Essere Italiano, al di la delle caratteristiche individuali proprie di ciascuno di noi, presuppone l’avere nel DNA  caratteristiche che fanno migliore la nostra vita. La socievolezza derivante dalla storia fatta di micro comunità, l’ospitalità che da noi ha carattere “sacro”, l’arte di far lavorare cervello e fantasia che ci consente di trovare soluzioni a problemi che chi ha a disposizione mezzi e risorse spesso non riesce a risolvere. Vivere in questo Paese è un po’ come vivere nella storia. Avete mai notato , solo per citare la nostra Toscana, la meraviglia stupita dei “turisti” quando guardano la torre pendente di Pisa o la chiesa di Santa Maria del Fiore a Firenze per non parlare  vestigia etrusche di Volterra e Populonia o Piazza del Campo a Siena. Ma anche i nostri piccoli borghi come Bolgheri, Pienza, San Gimignano. Credo che l’esposizione costante alle bellezze senza tempo che ci circondano abbia sviluppato in noi l’amore e la sensibilità  per l'estetica, il gusto e  l'arte e ritengo che la diversità dei dialetti, dei cibi, delle tradizioni e non ultimo dei climi dell’Italia, ci renda facile essere cosmopoliti e curiosi di una curiosità che ha prodotto viaggiatori di terre e mari come Cristoforo Colombo e Marco Polo e viaggiatori virtuali come i blogger che navigano ed esplorano le novità del presente e soprattutto del futuro. Proprio la cultura del viaggio e della comunicazione ha cambiato e cambierà sempre di più i concetti di Patria e di confine consentendoci di cogliere grandi opportunità. Noi Italiani progettiamo e costruiamo le Ferrari, ma anche le fisarmoniche di Castelfidardo o gli abiti più belli ed eleganti. Noi Italiani ci diamo troppo per scontati e sottovalutiamo il fatto che la nostra lingua è quella di Dante e del Petrarca, che i Padri della Medicina, della Matematica e della Fisica sono nostri connazionali. Dopo le catastrofi delle guerre mondiali sono cambiate molte prospettive e dopo la fine dell’attuale “guerra economica” il futuro che ci si prospetta non sarà  sicuramente più  quello di un mondo misurato sui soldi ma che dovrà fare i conti con tante diversità e tante cose da inventare e improvvisare, arti nelle quali siamo avvantaggiati, speriamo sia un mondo senza guerre, quelle non le sappiamo fare dai tempi dell'impero romano. Mi auguro che sia un mondo che avrà bisogno di nuovi saperi, di talenti e di  sognatori.
 

Forza!

Neanche per un uomo la vita è facile, sai? Poiché avrai muscoli più saldi, ti chiederanno di portare fardelli più pesanti, ti imporranno arbitrarie responsabilità. Poiché avrai la barba, rideranno se tu piangi e perfino se hai bisogno di tenerezza. Eppure, o proprio per questo, essere un uomo sarà un’avventura meravigliosa: un’impresa che non ti deluderà mai. Essere un uomo significa essere una persona.

Oriana Fallaci, Lettera a un bambino mai nato